
Il Babà napoletano è uno dei dolci simbolo della pasticceria campana. La sua forma a funghetto, la pasta lievitata soffice e la bagna profumata al rum ne rendono immediatamente riconoscibili consistenza e gusto, tanto nelle pasticcerie quanto nella cucina di casa.
Carattere del prodotto
Identikit di Babà napoletano
Territorio
Origine e tradizione
Il babà non nacque a Napoli: la sua storia viene collegata alla tradizione polacca e al passaggio attraverso la pasticceria francese. La versione divenuta celebre in Campania si affermò nella cucina aristocratica napoletana, grazie anche ai cuochi di formazione francese chiamati 'monsù'. I racconti che attribuiscono la sua invenzione a un episodio di corte sono tradizioni narrative, non fatti storici certi.
A Napoli il dolce acquisì la forma bombata, simile a un piccolo fungo, e la straordinaria morbidezza per cui è conosciuto. L'impasto contiene farina di grano tenero, uova, grassi, zucchero e lievito; dopo la lievitazione e la cottura viene imbevuto in uno sciroppo di acqua e zucchero aromatizzato con agrumi e rum.
A tavola
Come usarlo in cucina
Il babà classico si serve ben imbevuto e senza guarnizioni, così da apprezzare la trama soffice dell'impasto. Sono diffuse anche le versioni con panna o crema pasticciera; a fine pasto si accompagna bene al caffè. Non richiede preparazioni aggiuntive quando è stato bagnato correttamente.
Conservazione: è un dolce umido e deperibile, soprattutto se farcito. Riponilo in frigorifero e consumalo in tempi brevi, attenendoti alle indicazioni della pasticceria o del produttore.
Acquisto e servizio
Cosa cercare
La forma tradizionale è bombata, con base più stretta e cappello arrotondato. Il dolce deve apparire uniformemente dorato, ben imbevuto ma non sfatto, con profumo piacevole di rum e agrumi e una mollica soffice, elastica e non asciutta.
