I ravioli di ortiche e spinaci sono costruiti su una pasta all’uovo semplice e su un ripieno vegetale ben definito dalla fonte. Ortiche e spinaci, oppure bietole, vengono lessati separatamente, quindi scolati, strizzati e tritati prima di essere amalgamati con ricotta, uovo, Grana Padano, scorza di limone e spezie. La pasta, lavorata per circa dieci minuti, riposa al fresco per almeno un quarto d’ora e viene poi stesa e tagliata in quadrati. La chiusura richiede bordi leggermente inumiditi e ben premuti, così da trattenere il ripieno durante la lessatura. Il servizio previsto dalla fonte è con ragù e altro Grana Padano a parte.
Dosi per 4 persone
Ingredienti
Puoi spuntare gli ingredienti mentre prepari la ricetta.
Procedimento
Preparazione Ravioli di ortiche e spinaci
Passo 1.
Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, sgusciate al centro le 2 uova e aggiungete un pizzico di sale.
Passo 2.
Impastate energicamente per circa 10 minuti, fino a ottenere una pasta uniforme; formate una palla e lasciatela riposare al fresco per almeno 15 minuti.
Passo 3.
Lessate separatamente le foglioline di ortica e gli spinaci, o le bietole, in acqua poco salata. Scolateli, strizzateli con cura e tritateli finemente.
Passo 4.
Riunite in una terrina la ricotta sbriciolata, le verdure tritate, l’uovo del ripieno, il Grana Padano, la scorza di limone, maggiorana e noce moscata; aggiungete la cannella solo se desiderata e regolate di sale.
Passo 5.
Stendete la pasta in una sfoglia sottile e ricavate quadrati della misura desiderata.
Passo 6.
Ponete al centro di ogni quadrato una piccola quantità di ripieno, inumidite leggermente i bordi e richiudete i ravioli premendo bene lungo la giunzione.
Passo 7.
Portate a leggero bollore abbondante acqua salata e lessate i ravioli senza sottoporli a un’ebollizione troppo violenta.
Passo 8.
Sgocciolate i ravioli con attenzione, conditeli con il ragù previsto dalla fonte e serviteli subito con Grana Padano a parte.
Dettagli
Note
- NazionalitàItaliana
- Pubblicata
- Rating4.5 (4 recensioni)
- AutoreCarmelo Scuderi